COMUNE DI ORERO (GE)

Storia del comune

Orero è un comune della Val Fontanabuona, posto quasi al centro, con una superficie di Kmq. 15.86, e con 610 abitanti (censimento ISTAT 2001). Il Comune confina a nord con il comune di Lorsica e Rezzoaglio, a sud con Coreglia Ligure e San Colombano Certenoli, ad ovest con Lorsica, Cicagna e Coreglia Ligure e ad est con Rezzoaglio e San Colombano Certenoli.

I centri abitati si trovano ricompresi in due valli, che fanno capo alle frazioni di Orero, con la chiesa parrocchiale dedicata a S. Ambrogio e Solgio, con la chiesa dedicata a S. Michele Arcangelo. Partendo dal fondovalle, lungo la S.P. 225 troviamo la frazione di Piana, risalendo la S.P. 25 troviamo Brughiera e poi Arà, e li vicino Castello, continuando a salire, verso il Ramaceto, vetta del territorio di Orero con i suoi 1345 metri s.l.m., troviamo Isolona e Piammegorino, sopra a Piammegorino immersa nel verde, la frazione disabitata di Maximartino. Procedendo oltre raggiungiamo Orero Capoluogo e di seguito Costasecca e Croce, sotto Croce, verso la valle del Malvaro, troviamo la frazione di Incisa. Lungo le pendici del Ramaceto la frazione abbandonata di Prau (Prato).
Ripartendo per la valle di Soglio troviamo Pian dei Ratti, Mulino, Cerreto, Sorbora, Soglio dove si trova la panoramica chiesa di S. Michele, Zuccarello, Villa di Soglio, Costa di Soglio paese totalmente disabitato nella parte alta che mantiene ancora le tipiche costruzioni dell’entroterra ligure, Casareggio con la cappella di N.S. dell’Assunta. Come edifici religiosi, oltre alle due chiese di S. Ambrogio, con festività il 7 dicembre e S. Michele, il 29 settembre, troviamo la cappella di S. Rocco di Piammegorino, con festività la seconda domenica di Agosto, la cappella di S. Antonio, con le festività di S. Pietro e S. Anna, in date variabili, verso fine giugno e metà luglio e l’edificio sacro di Casareggio, con festività l’ultima domenica di Agosto.
Attività principale di Orero, sino alla fine del XX secolo, era l’ardesia (il termine probabilmente deriva da ardoise = pietra delle Ardenne), scisto argilloso , calcareo e magnesiaco conosciuto sin dall’antichità: ne è la prova la necropoli pre-roman a di Chiavari, i cui recinti erano costituiti in massima parte da tale materiale. Figura che ha promosso questa attività è il sacerdote Arata Giovanni Battista da Cicagna (1819-1872), che pungolò i propri parrocchiani ad aprire le prime cave di ardesia intorno al 1860 -1870. Sino a quel momento , l’economia del paese era basata su di una magra agricoltura e le terre erano per il 74% adibito a castagneto e solo il 26% era dedicato alle culture (secondo dati di fine seicento). Il reverendo per spronare i suoi fedeli a questa nuova attività era solito dire. “Qui sotto c’è del pane che dorme”, riferendosi ai ricchi filoni d’ardesia, autentica risorsa di Orero. Sul territorio comunale erano stanziate le maggiori industrie liguri per la trasformazione dell’ardesia grezza, oltre ad esservi localizzati moltissime cave per l’estrazione del minerale.
Questa lavorazione ha attirato nel Comune anche altre aziende e laboratori artigianali connessi e non con l’ardesia . Il settore ha subito una fortissima crisi ed una contrazione che dovrebbe rispetto ad un fatturato stimato alla fine degli anni ’90 di 100 miliardi di Lire, nel 2010 secondo stime dovrebbe essere ridotto ad un 30%. Sul territorio comunale attualmente si sono installate diverse attività artigianali, che vanno dalla realizzazione dei mobili, allo stampaggio delle materie plastiche, ed alla realizzazione di apparecchiature di precisione elettroniche, che hanno in minima parte sopperito alla perdita di posti dovuta alla contrazione dell’ardesia.